Il sistema EU ETS spiegato agli operatori industriali

Come funziona il sistema europeo di scambio delle quote di emissione, chi coinvolge e perché il prezzo del carbonio in aumento rende l'efficienza industriale una questione finanziaria, non solo ambientale.

Come funziona il cap-and-trade

Il sistema europeo di scambio delle quote di emissione (EU ETS) è uno schema cap-and-trade. Viene fissato un tetto (cap) sulle emissioni totali di gas serra consentite dagli impianti coinvolti, e tale tetto si riduce nel tempo. Vengono emesse quote pari al tetto; ogni emettitore coinvolto deve restituire una quota per ogni tonnellata di CO2 equivalente che emette. Le aziende possono acquistare e vendere quote, così emerge un prezzo di mercato del carbonio. Gli emettitori che riducono le emissioni necessitano di meno quote e possono vendere l'eccedenza; chi non lo fa deve acquistarne di più. Il tetto in calo è ciò che guida la decarbonizzazione nel tempo.

Chi è coinvolto

L'EU ETS coinvolge i grandi emettitori: la generazione di energia elettrica e calore, l'industria a forte intensità energetica come raffinerie, acciaio, cemento, calce, vetro, ceramica, carta e pasta di legno, e chimica, oltre all'aviazione rientrante nell'ambito, e viene esteso ad altri settori nel tempo. La copertura è definita da soglie di attività e capacità, quindi se uno specifico impianto rientri nell'ambito dipende dal suo tipo e dalle sue dimensioni. Gli operatori degli impianti coinvolti devono monitorare, rendicontare e verificare le proprie emissioni ogni anno e restituire le quote di conseguenza.

Assegnazione gratuita e CBAM

Storicamente, alcuni impianti industriali hanno ricevuto una quota di assegnazioni gratuite per limitare il rischio di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio (carbon leakage) — lo spostamento della produzione verso regioni prive di un prezzo del carbonio. Tale assegnazione gratuita viene gradualmente ridotta e, in parallelo, il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM) applica un costo del carbonio a determinate importazioni in modo che le merci nazionali e quelle importate affrontino una tariffazione del carbonio comparabile. La direzione complessiva è chiara: più emissioni tariffate, meno quote gratuite e un costo effettivo del carbonio in aumento per gli operatori industriali.

Perché cambia il calcolo dell'efficienza

Per un operatore industriale, l'effetto pratico è che l'efficienza energetica non è più solo una questione di costo del combustibile. Ogni tonnellata di combustibile fossile evitata evita anche il costo delle quote che quelle emissioni avrebbero richiesto. Man mano che l'assegnazione gratuita diminuisce e il prezzo del carbonio si mantiene o sale, i progetti di efficienza che apparivano marginali sul solo risparmio di combustibile possono diventare chiaramente economici una volta incluso il costo del carbonio evitato. I progetti vanno valutati su combustibile più carbonio, non sul solo combustibile.

Frequently asked questions

Cos'è l'EU ETS in parole semplici?

È un sistema cap-and-trade: un tetto decrescente sulle emissioni totali, quote scambiabili e l'obbligo per gli emettitori coinvolti di restituire una quota per ogni tonnellata di CO2 che emettono. Questo crea un prezzo di mercato del carbonio.

Quali industrie copre l'EU ETS?

La generazione di energia elettrica e calore e le industrie a forte intensità energetica come raffinazione, acciaio, cemento, calce, vetro, ceramica, carta e pasta di legno e chimica, oltre all'aviazione rientrante nell'ambito, con una copertura che si amplia nel tempo. L'ambito dipende dal tipo di attività e dalle soglie di capacità.

Come influisce l'EU ETS sugli investimenti in efficienza?

Aggiunge un valore di carbonio evitato ai risparmi energetici. Ogni tonnellata di combustibile risparmiata evita anche il costo delle quote per le sue emissioni, quindi i progetti di efficienza vanno valutati su combustibile più carbonio — il che ne migliora l'economicità man mano che l'assegnazione gratuita diminuisce.

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